Voto Complessivo
- Maneggevolezza(5)
- Durabilità(5)
- Prestazioni in calata/doppia(5)
- Peso(4.5)
In sintesi
Una corda eccezionale sotto molti punti di vista, dalla durata fino al peso. Difficile trovarle dei difetti. Nonostante il diametro ridotto è facilmente gestibile sia nel dare corda sia nelle trattenute.
Pro
- Durabilità
- Qualità di costruzione
- Maneggevolezza
- Non sporca le mani
Contro
- Niente
Premessa
Edelrid, brand tedesco impegnato già da molto nella sostenibilità ambientale ed eco-compatibilità dei suoi prodotti ( certificazione Bluesign), da sempre produce corde di qualità, sia con il proprio brand, sia per altri brand (Petzl, per citarne uno molto famoso). Per la sua serietà e qualità costruttiva, io ho sempre utilizzato le loro corde ed i loro imbraghi con soddisfazione. Circa 1 anno e mezzo fa mi sono imbattuto nella Kinglet, che mi ha veramente colpito. Ora cerco di farvi capire perchè.

Caratteristiche tecniche della Edelrid Kinglet
- Diametro: 9,2
- Allungamento dinamico: 31%
- Allungamento statico: 6%
- Forza di arresto: 8,8 Kn
- Percentuale calza: 37%
- Peso: 56 gr/metro
- Numero di cadute: 7
- Identificazione metà corda: sì
- Trattamenti: 3D Lap Coil; Thermo Shield

Modalità di test
Ho provato la Edelrid Kinglet (80 metri) per 18 mesi, arrampicando circa 3 giorni alla settimana, sempre. L’ho usata prevalentemente in falesia, su rocce di tutti i tipi, dal granito al calcare, passando per la calcarenite di Finale Ligure, da primo di cordata e sottoponendola a frequenti voli. L’ho anche utilizzata in moulinette e su qualche via sportiva di media montagna. Non l’ho utilizzata né su cascate di ghiaccio, né su lunghe ed impegnative vie in montagna.

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La prova sul campo della Edelrid Kinglet
Prime impressioni
Il package della Edelrid Kinglet è minimale ma efficace: è sufficiente sbobinare la corda dalla piccola feritoia nera (con tanto di istruzioni via QR code) presente sulla confezione, e la Kinglet è pronta all’uso, senza necessità alcuna di filarla una seconda volta, grazie al trattamento 3D Lap Coil. E’ disponibile in due tonalità di colori, una multicolor chiaro, l’altra scuro. Quest’ultima è piaciuto moltissimo alla mia morosa e quindi è finita immediatamente alla cassa del negozio!


La Kinglet è una corda dalle caratteristiche sobrie. E’ leggera, sottile, morbida, ma senza alcun record in tali caratteristiche. In una parola, è una corda che da subito mi ha trasmesso un bel feeling di utilizzo.
Maneggevolezza e peso della Edelrid Kinglet
La Edelrid Kinglet si pone nella classe delle corde “sottili”. Ma spesso per le corde conviene affidarsi al suo peso al metro. La Kinglet è attorno ai 56 grammi al metro (verificato), che non è un valore record. Ad esempio, la Beal Joker, 9.1 mm di diametro, pesa 52 grammi/metro; la Edelweiss Performance, 9.2 mm di diametro, pesa anch’essa 52 grammi/metro e quindi fanno meglio. Ed infatti maneggiare una Edelweiss Performance dà un’impressione di maggiore leggerezza e sottigliezza. La Mammut Crag Classic, 9.5 mm di diametro, pesa 59 grammi/metro, e maneggiandola si percepisce la sua struttura più importante.
La costruzione della calza a “due su due” rende la Kinglet maneggevole, morbida quel che basta e piacevolmente ruvida al tatto, caratteristica questa legata forse all’assenza di trattamenti impermeabilizzanti. Come paragone, la Volta Petzl 9.2 mm è leggermente più morbida e più liscia al tatto. Dopo 18 mesi di uso severo, la maneggevolezza e morbidezza della Kinglet sono rimaste pressoché immutate.

Dare corda con la Edelrid Kinglet non è un problema per nessun tipo di freno; anche le trattenute, spesso difficili con corde sottili, sono ottime: io l’ho usata con il Click-up di CT e con il Birdie di Beal, e con nessuno dei due freni ho avuto scorrimenti inaspettati.
La tendenza della Kinglet all’attorcigliamento è molto ridotta, anche se messa a dura prova facendola passare, in calata, su ancoraggi un po’ distanti. Anche in questo caso i mesi di utilizzo non hanno cambiato questa qualità.
Dal punto di vista dell’elasticità, ancora una volta la Edelrid Kinglet ha un comportamento ottimale: durante le moulinette non è un “elastico” fastidioso, e nei voli la sua forza di arresto non è troppo marcata. Tali impressioni sono supportate dai valori di targa dell’allungamento statico, un ottimo 6%, contro l’8% ad esempio della Edelweiss Performance, ed in allungamento dinamico del 31%, contro il 37% sempre della Edelweiss Performance.

Durabilità
Questo è l’aspetto che maggiormente mi ha colpito. La capacità della Edelrid Kinglet di sopportare l’usura sembra inesauribili e quindi dopo 18 mesi circa di uso intensivo la continuo ad utilizzare senza troppi problemi. La calza, nei primi 5 metri comincia adesso a dare qualche segno di ingrossamento ed usura; per il resto, tutto a posto! Niente male per una corda da 9.2 millimetri.

Un altro punto a favore (enorme, per me) della Kinglet è che sporca poco le mani! Ed anche questo forse è direttamente ascrivibile all’assenza di trattamento impermeabilizzante. Negli ultimi anni la gran parte di corde da me possedute mi hanno sporcato molto le mani, lasciandomi evidenti e fastidiose strisciate nere, oleose e viscide. Questo fenomeno con la Edelrid Kinglet è decisamente trascurabile, cosa che le ha permesso di mantenere il suo colore ancora abbastanza sgargiante.

Ultima nota: come ho detto, la Kinglet non ha trattamenti impermeabilizzanti. Questo significa che non è una corda pensata per le cascate di ghiaccio e neppure per un utilizzo in condizioni umide. Tuttavia non mi sento di penalizzarla per questa mancanza: è una corda nata per la falesia e l’assenza di trattamento, oltre a giovare all’ambiente, probabilmente conferisce alla corda la caratteristica di sporcare molto poco le mani.
Consigliata per
La Edelrid Kinglet è una corda che soddisferà soprattutto i falesisti incalliti, alla ricerca della formula perfetta: leggerezza e durabilità. Più in generale, questa Kinglet può essere la prima corda “sottile” consigliabile ai neofiti, visto il suo peso non proprio piuma, e la sua facile maneggevolezza che la rende utilizzabile anche a mani non troppo esperte.











