Voto Complessivo
- Traspirazione(2.5)
- Comfort(4.5)
- Funzionalità(3)
- Stabilità(5)
- Robustezza(5)
- Peso(4)
In sintesi
Zaino da alpinismo e arrampicata che combina resistenza all’abrasione, modularità e ingombro ridotto sulla schiena. La costruzione e i numerosi dettagli funzionali lo rendono adatto a muoversi rapidamente su roccia e in alta quota, mantenendo un buon equilibrio tra peso, robustezza e praticità.
Pro
- Resistenza all’abrasione
- Stabilità e bilanciamento del carico
- Chiusura ventrale affidabile
- Rapido accesso ai vani
Contro
- Scarsa traspirazione schienale
- Tasche ridotte all’essenziale
Il La Sportiva Challenger 28 è uno zaino specialistico pensato per l’alpinismo, le salite su ghiaccio e misto e l’arrampicata su vie di più tiri. Con una capacità di 28 litri, espandibile fino a 32 grazie alla chiusura roll-top, punta soprattutto sulla modularità: diversi componenti possono essere rimossi per alleggerire e semplificare lo zaino in base all’attività e al materiale da trasportare.

Caratteristiche tecniche del Challenger 28
- Volume: 28 L
- Materiali: Ultra 200 TX / 400 TX: 100% Polyethylene (UHMWPE)
- Porta casco integrato
- Porta piccozze
- Scomparto anteriore utilizzabile come avalanche compartment
- Dimensioni esterne 29cm x 21cm x 57cm
- Cintura ventrale con sistema di chiusura a doppio anello a D, passante per attrezzatura, taschino con zip e imbottiture regolabili e rimovibili
- Schienale interno rigido rimovibile
- Sistema fissaggio sci
- Taglia unica
- Peso: 590 g nella configurazione minima, 1.200 g completamente accessoriato
- Paese di produzione: Vietnam
- Prezzo di listino: €320


Modalità di test
Ho testato il La Sportiva Challenger 28 prevalentemente su itinerari alpinistici estivi e vie di arrampicata di più tiri, utilizzandolo sia durante avvicinamenti impegnativi sia direttamente in parete.
L’ho provato a pieno carico, durante uscite in ambiente con bivacco notturno, trasportando materassino, sacco a pelo, picozza, ramponi, fornello, corda, guscio, abbigliamento di ricambio e la normale dotazione alpinistica, raggiungendo un peso complessivo di circa 12-15 kg.
L’ho utilizzato anche nella configurazione più essenziale, rimuovendo gli elementi superflui per alleggerirlo durante lunghe giornate di arrampicata in parete.

La prova sul campo del Challenger 28
Prime impressioni e costruzione
Al primo utilizzo il La Sportiva Challenger 28 trasmette subito una sensazione di solidità. Una volta indossato rimane molto compatto e aderente alla schiena, mentre la forma degli spallacci lascia una buona libertà di movimento. Il peso, invece, chiarisce immediatamente che non siamo davanti a uno zaino ultralight: la priorità è trovare un equilibrio tra robustezza, modularità e contenimento del peso.


Il corpo dello zaino utilizza i tessuti laminati Ultra 200 e Ultra 400 di Challenge Sailcloth, realizzati con fibre UHMWPE (Ultra-High Molecular Weight Polyethylene), un polietilene caratterizzato da un’elevata resistenza in rapporto al peso.
L’Ultra 400 viene utilizzato nelle zone maggiormente esposte allo sfregamento, compresi fondo e lati, mentre l’Ultra 200 è impiegato internamente per contenere il peso complessivo. I materiali sono inoltre idrorepellenti e privi di PFAS.


La resistenza all’abrasione è emersa chiaramente durante il test. Lo zaino è stato trascinato e sfregato ripetutamente contro la roccia, anche durante alcune manovre di recupero con la corda, senza riportare danni o segni di usura significativi. Una caratteristica particolarmente interessante per un prodotto destinato ad arrampicata e alpinismo, dove il contatto con la roccia è frequente.

Accesso e organizzazione del carico
Il Challenger 28 utilizza una struttura essenziale, composta da un vano principale e uno scomparto frontale. Entrambi possono essere raggiunti dall’alto oppure attraverso cerniere laterali YKK idrorepellenti, dotate di tiranti gommati facilmente utilizzabili anche con i guanti.


L’accesso laterale allo scomparto frontale si è rivelato particolarmente pratico sia durante gli avvicinamenti sia in parete, perché permette di recuperare rapidamente guanti, guscio o borraccia senza aprire il roll-top. Da questo vano, una seconda zip interna permette inoltre di raggiungere direttamente il comparto principale.
Ho apprezzato anche la gestione dello spazio nella parte superiore. Dopo aver chiuso il vano principale tramite il cordino a strozzo, rimane spazio sotto il roll-top per sistemare un capo da utilizzare rapidamente, come un piumino leggero. Una soluzione semplice ma molto utile alle soste, perché evita di dover svuotare o riorganizzare lo zaino ogni volta che cambia la temperatura.

Schienale, spallacci e gestione del peso
Gli spallacci hanno un profilo anatomico pensato per lasciare libertà alle braccia durante l’arrampicata. I nastri superiori di regolazione permettono di avvicinare il carico alla schiena durante gli avvicinamenti a pieno carico oppure di lasciare maggiore libertà di movimento durante la progressione. La cinghia pettorale è regolabile in altezza e integra un fischietto di sicurezza nella fibbia.

Lo schienale utilizza un pannello in mesh che mantiene lo zaino aderente al corpo. Non punta quindi sulla ventilazione distanziata tipica di molti modelli da escursionismo, ma sulla stabilità e sul mantenimento del carico vicino alla schiena. La traspirabilità non è risultata particolarmente elevata, ma il sostegno e il bilanciamento sono invece tra gli aspetti più riusciti del Challenger 28.

All’interno è presente anche un pannello termoformato estraibile, che irrigidisce ulteriormente la struttura. Anche rimuovendolo per alleggerire lo zaino, lo schienale mantiene una buona consistenza e impedisce al materiale trasportato di premere direttamente contro la schiena. Durante il test questo comportamento è rimasto efficace anche con carichi importanti, fino a circa 12-15 kg.


Cintura ventrale e modularità
La cintura ventrale è pensata per essere utilizzata anche con l’imbrago. I due fianchetti imbottiti e removibili integrano rispettivamente un anello portamateriali e una tasca con zip per piccoli oggetti.
La chiusura a doppio anello metallico a D sostituisce la classica fibbia in plastica, garantendo una regolazione stabile e una maggiore resistenza agli urti.
La rimozione dei fianchetti permette di alleggerire la cintura per l’utilizzo in parete, ma l’operazione, soprattutto nel reinserimento, risulta poco immediata.



Tasche e piccoli oggetti
La disponibilità di tasche è ridotta al minimo. Oltre alla tasca presente sul fianchetto della cintura ventrale, nella parte alta del vano principale è presente una sola tasca di sicurezza con zip e gancio portachiavi. Per raggiungerla è necessario accedere allo zaino dall’alto.

L’assenza di ulteriori tasche esterne può rappresentare un limite alla funzionalità, soprattutto quando è utile avere uno spazio dove collocare piccoli oggetti senza togliersi lo zaino. In questo caso il minimalismo va a detrimento della praticità d’uso.
Sistemi di trasporto esterni
Per controbilanciare parzialmente l’assenza di tasche, all’esterno sono presenti diverse possibilità di fissaggio del materiale. Due Daisy Chain rinforzate permettono di utilizzare diversi punti di ancoraggio e ospitano anche la rete portacasco in dotazione, agganciata tramite tre ganci.


Le piccozze vengono fissate attraverso due piastrine metalliche inferiori e cordini elastici per bloccare i manici. Altri elastici rimovibili possono essere intrecciati sulle Daisy Chain, per esempio per trasportare esternamente un capo bagnato.

Le cinghie laterali permettono di comprimere il volume quando lo zaino non è completamente carico e, insieme alle asole dedicate, consentono anche il trasporto degli sci in configurazione laterale o diagonale.


Nella parte superiore è presente infine un sistema portacorda composto da una cinghia regolabile e rimovibile, posizionata sopra la chiusura a strozzo e sotto il roll-top. Le fibbie laterali contribuiscono a stabilizzare la corda e a limitarne le oscillazioni durante il movimento.

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Consigliato per
Il La Sportiva Challenger 28 è indicato soprattutto per alpinismo, arrampicata su vie di più tiri e attività in cui stabilità, resistenza all’abrasione e libertà di movimento hanno la precedenza su imbottitura e organizzazione degli spazi.
La modularità permette di utilizzarlo a pieno carico negli avvicinamenti e di alleggerirlo per la progressione in parete. Materiali resistenti e schienale stabile lo rendono particolarmente adatto all’utilizzo su roccia.
Meno indicato per chi cerca uno zaino con schienale ventilato e numerose tasche organizzative. La costruzione essenziale privilegia resistenza, stabilità e modularità, mantenendo un peso contenuto e la possibilità di alleggerire ulteriormente lo zaino in base alle esigenze.











