Voto Complessivo
- Peso(2)
- Manegevolezza in salita(3.5)
- Comportamento sul polvere(4.5)
- Comportamento su neve dura(5)
- Comportamento su crosta non portante(4)
- Stabilità e governabilità(5)
IN SINTESI
Uno sci da 102 mm sotto il piede, modello storico della casa francese oggi rivisto e reso leggermente più intuitivo. E’ uno sci dalla struttura e dal peso importanti, per uscite giornaliere dove “avventura” è la parola d’ordine. Ideale per sciatori esperti che amano spaziare dai pendii polverosi ai canali stretti e ripidi, anche con neve dura. Occorre avere la gamba giusta per portarlo su e per governarlo al meglio in discesa.
Pro
- Ottimo rendimento su tutti i tipi di neve
- Stabilità in situazioni anche difficili
- Manovrabilità migliorata
Contro
- Peso
- Occorre una buona tecnica per gestirlo al meglio
Premessa
I Black Crows Navis Freebird sono sci da alpinismo d’avventura per sciatori esperti. Rendono molto bene su ogni tipo di terreno e neve.
Più docili da gestire rispetto ai precedenti modelli, pur essendo un mid-fat, si comportano ottimamente sia su neve polverosa che sul duro, così come su pendii ampi e canali stretti e ripidi.

Caratteristiche tecniche dei Black Crows Navis Freebird
- Larghezza al centro: 102 mm
- Peso: 1750g (lunghezza 179 cm)
- Raggio: 18m
- Punto di montaggio: -9 cm
- Camber classico lungo
- Rocker frontale progressivo
- Code progressive
- Costruzione: semi-cap
- Anima: paulownia – poplar – paulownia / mix di fibra di vetro e carbonio / rinforzi in titanal sotto l’attacco
- Taglie: 167 cm / 173 cm / 179 cm / 185 cm
- Paese produttore: Bulgaria
- Link al produttore

Modalità di test
Ho testato i Black Crows Navis Freebird nei mesi di novembre e dicembre in diverse uscite di scialpinismo con dislivelli che variavano dai 800 ai 1500 metri.
Li ho provati su diversi tipi di terreno: dal ripido ai boschetti, passando per le piste battute. Durante le uscite ho incontrato diversi tipi di neve: dura, ventata, crosta e neve fresca.

Li ho utilizzati con attacchi Plum Karibou12 e con scarponi Tecnica Zero G Tour Pro, mentre le pelli erano le originali Black Crows, prodotte da Pomoca.
La lunghezza dello sci era 185 cm.

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La prova sul campo dei Black Crows Navis Freebird
Estetica e design
Il verde dei Navis Freebird è ormai diventato iconico. Riconoscibile ovunque, è rimasto invariato negli anni ed è simbolo di avventura per Black Crows.
Rispetto alle precedenti versioni il punto di montaggio degli attacchi è stato leggermente avanzato. Questo rende lo sci un po’ più permissivo e perdona qualche sbaglio nel caso in cui non si stia ben centrali.

La coda è stata leggermente allargata per facilitare le curve, pur mantenendo l’inconfondibile anima alpina che da sempre contraddistingue i Navis Freebird.

Uno sci bello dritto, dal colore accattivante. Anche l’occhio vuole la sua parte!
I Black Crows Navis Freebird in salita
Per essere uno sci largo 102 mm al centro, il peso non è esagerato ma ovviamente si sente (parliamo di di 1,75 kg per asse nella misura 179 cm, che arrivano a 1,85 kg per i 185 cm da me testati).

Il Black Crows Navis Freebird è uno sci che si fa portare bene in salita se si ha un po’ di gamba. È per sciatori che puntano alla linea di discesa più che alla prestazione in salita.
Detto questo è uno sci che si comporta benissimo anche durante i traversi su neve dura. Non sembra sia largo 102 mm sotto al piede. Se si ha una buona sensibilità non vi è alcun problema.
Stessa cosa riguardo le inversioni. Ovviamente se si prendono delle lunghezze più corte è tutto più facile, ma questo vale per ogni sci.

In discesa
I Black Crows Navis Freebird sono stati per anni l’emblema meritato del termine “freetouring”. Poi, purtroppo, sono stati raggiunti, e secondo alcuni surclassati, da modelli di altre marche. Negli ultimi anni, però, Black Crows ha voluto rinnovare uno dei suoi sci più iconici rendendolo più manovrabile e facile in fase di discesa. Il tutto senza rinnegarne lo spirito originario.
L’ingresso in curva è abbastanza agevole e una volta presa confidenza si lascia manovrare senza dover spingere esageratamente.

Vista la geometria e la larghezza, è uno sci da curve ampie, non proprio da serpentina. Dà il suo meglio se lo si lascia andare, anziché cercare di controllarlo in ogni singola curva. Sul veloce tiene botta ed è molto stabile.
Anche sullo stretto e sul ripido però regala grandi soddisfazioni, pur essendo uno sci largo. Se si ha gamba gira facilmente anche facendo curve saltate.

Attenzione, però, perché se è vero che è più facile delle precedenti versioni, questo non vuol dire che sia uno sci giocoso. Bisogna starci “sopra“ sempre e comunque, senza tirarsi indietro.
I Black Crows Navis Freebird su neve polverosa
Su neve polverosa, a meno di non ritrovarsi con 2 metri di neve fresca, non ha nulla da invidiare a sci più larghi.

Se li si lasciano andare sono anche abbastanza giocosi come sci, a patto, appunto, di non sciare con il freno tirato.
Su nevi dure
I Navis Freebird sono sci che mordono sul duro. Compagni d’avventura perfetti anche in caso di sci ripido.
In situazioni del genere, grazie alla loro costruzione, non sembrano così larghi e quando occorre avere controllo rispondono perfettamente.

I Black Crows Navis Freebird su crosta
Partiamo dal presupposto che non esiste lo “sci da crosta”, perché tutti vorremmo evitarla il più possibile, ma il Navis Freebird si comporta comunque bene. Si riesce a romperla a dovere a patto di imprimere la giusta forza e sciare con la necessaria decisione.
Insomma, uno sci da veri sciatori a caccia di linee. Risponde bene in ogni situazione e in questa sua nuova versione è anche più docile da gestire.

Consigliati per
I Black Crows Navis Freebird sono sci per veri cacciatori di linee. Per sciatori evoluti e con buona tecnica, che vogliono avere sotto il piede uno sci che risponde con soddisfazione in ogni situazione: che si tratti di polvere, neve dura, ripido o crosta.
Certo, pur se reso più facile, non è uno sci “giocherellone”. Il peso esige un buon allenamento in salita e anche la discesa va gestita con un approccio consapevole ed aggressivo, con posizione ben centrale e gambe che sanno spingere.
Uno sci da avventura per scialpinisti di buon livello che cercano la prestazione in discesa.












2 risposte
Complimenti, recensione veramente fatta bene e precisa! Io li ho appena presi, con attacchi ATK Crest.
Come scarpa ho i Tecnica Zero G Peak, che forse non è l’ideale con uno sci 102 sotto il piede ma sicuramente compensa il maggior peso degli sci rispetto agli ORB (altro sci che uso).
Ciao Matteo, ti posso chiedere come si comportano nello stretto? Sono 183, non so se prendere la misura 179 o 185. Lo userei come sci unico da Backcountry/Freeride, quindi anche nei boschetti, non vorrei ritrovarmi con uno sci troppo impegnativo da girare considerando che non hanno molto rocker. Non ho una sciata particolarmente aggressiva.