Voto Complessivo
- Qualità di costruzione(4)
- Sensibilitá(5)
- Precisione(3)
- Punta - tallone(3.5)
- Facilità di calzata(2)
in sintesi
Una scarpa da arrampicata progettata per garantire sensibilità, ideata per l’arrampicata sportiva, il bouldering e le competizioni. È morbida e leggera e combina una struttura aggressiva con un’ampia superficie in gomma, che consente di adattarsi agli appigli e garantisce una buona tenuta in situazioni particolarmente tecniche. La sua morbidezza, tuttavia, non rappresenta un vantaggio in presenza di appigli piccoli e micro-appigli, dove sarebbe necessaria una maggiore tenuta.
Pro
- Comfort
- Sensibilità e adattabilità
- Punta ad alte prestazioni
Contro
- sistema di chiusura complesso
- ampio spazio nel plantare
Le Aruma rappresentano l’ultima novità di Tenaya nel segmento delle scarpette ad alte prestazioni.
Si tratta probabilmente del modello più morbido mai sviluppato dal marchio spagnolo, pensato per competizioni, boulder e arrampicata sportiva moderna. Entrano infatti nella categoria delle cosiddette “scarpette da gara”, accanto a modelli come Scarpa Drago, La Sportiva Ondra Comp e Unparallel TN Pro: calzature estremamente sensibili, leggere e capaci di adattarsi con facilità alle forme più diverse, dai volumi della palestra alle strutture naturali più complesse.

Caratteristiche teniche delle Tenaya Aruma
- Intersuola: TST 120
- Suola: Vibram® XS Grip 3.5mm
- Costruzione: slip lasted, microfibra
- Peso: 460gr al paio (verificati paio numero 40: 465gr)
- Sistema di allacciamento: Draxtor
- Paese di produzione: Spagna
- Prezzo di listino: €189,95


Modalità di test
Ho testato le Tenaya Aruma per circa quattro mesi sia indoor sia in ambiente naturale, alternando falesia e boulder. Per valutarne il comportamento nelle situazioni più diverse, le ho utilizzate su differenti tipologie di roccia e stili di arrampicata, dalle placche tecniche agli strapiombi più marcati, passando per movimenti di compressione, agganci e volumi tipici dell’arrampicata moderna.

La prova sul campo delle Tenaya Aruma
Prime impressioni
Fin dal primo contatto è evidente come Tenaya abbia voluto entrare nel segmento delle moderne scarpette da competizione. Le Aruma sono estremamente leggere, circa 30 grammi meno delle Mastia, e condividono la filosofia costruttiva di modelli come Scarpa Drago o La Sportiva Ondra Comp: massima sensibilità, grande adattabilità e abbondante copertura in gomma.
La tomaia è quasi interamente rivestita da gomma morbida e molto aderente, il tallone è essenziale e la punta presenta una forma particolarmente arrotondata. La costruzione split-sole, l’elevata asimmetria e il camber pronunciato confermano immediatamente la loro vocazione specialistica.


Calzata
La prima impressione una volta indossate non è stata immediatamente positiva. L’ingresso del piede richiede un po’ di pazienza: la linguetta in neoprene è lunga e molto avvolgente, mentre il sistema di chiusura Draxtor deve essere completamente allentato per facilitare la calzata.

Una volta ai piedi, le Aruma mostrano una distribuzione dei volumi piuttosto particolare. La zona anteriore risulta aderente e precisa, mentre sotto l’arco plantare e nella parte inferiore del tallone ho percepito inizialmente uno spazio maggiore rispetto ad altre Tenaya. Dopo alcuni mesi di utilizzo la scarpetta si è adattata sensibilmente al piede, riducendo parte di questi volumi e migliorando il comfort generale.
Rispetto alle Mastia, però, il tallone e il sottopiede rimangono più generosi e potrebbero non adattarsi perfettamente a tutte le conformazioni del piede.
Il sistema Draxtor
Uno degli elementi distintivi delle Aruma è il sistema di chiusura Draxtor. Si tratta di una soluzione a doppia regolazione che combina il tradizionale velcro con un sistema di lacci regolabili tramite fibbia.

Richiede un breve periodo di apprendimento, ma una volta compreso permette di modificare in modo molto efficace i volumi della scarpetta e di personalizzare la calzata in maniera più precisa rispetto a un tradizionale sistema a velcro.
L’unico limite riscontrato riguarda la praticità: nel mio caso la regolazione ideale non consentiva di sfilare facilmente la scarpetta una volta aperto il velcro, obbligandomi ad allentare ulteriormente i lacci. È un aspetto che dipende molto dalla forma del piede, motivo per cui consiglio di provare accuratamente il modello prima dell’acquisto.
Sensibilità e precisione
La costruzione split-sole, l’intersuola minimale e l’ampia copertura in gomma conferiscono alle Aruma una sensibilità elevatissima. Il piede percepisce chiaramente ogni appoggio e la scarpetta lavora molto bene sia in flessione sia in torsione.

La controparte di questa estrema sensibilità è una precisione inferiore rispetto a modelli più strutturati. Sugli appoggi molto piccoli e definiti manca il supporto che si trova in scarpette più rigide, richiedendo maggiore tecnica e una buona capacità di spinta del piede.
Punta
La punta molto arrotondata caratterizza fortemente il comportamento delle Aruma. Si rivela particolarmente efficace sugli appoggi esterni, sui volumi e in tutte quelle situazioni in cui è necessario “spalmare” e distribuire la pressione sulla superficie.
Di contro, risulta meno precisa nei piccoli fori e negli appoggi molto definiti, dove una punta più appuntita offre generalmente un vantaggio.
Ottime invece le prestazioni in aggancio e arpionaggio, grazie alla grande morbidezza della struttura e all’elevata aderenza delle gomme utilizzate.


Tallone
Il tallone offre una buona combinazione di sensibilità e tenuta. Il sistema Draxtor contribuisce a mantenerlo stabile durante gli agganci, limitando efficacemente le deformazioni indesiderate.
Nel mio caso, però, il volume interno nella parte inferiore è risultato leggermente abbondante, riducendo parte della precisione nei tallonaggi più delicati. Nel complesso il comportamento rimane comunque buono, soprattutto in ambito indoor.


Calzata
Come molti modelli Tenaya, anche le Aruma tendono ad adattarsi sensibilmente nel tempo nonostante la costruzione sintetica. Per questo motivo consiglio di scendere almeno di due numeri rispetto alle scarpe da passeggio.
Nel mio caso utilizzo normalmente un 42,5 e ho testato una taglia 40. Chi possiede un piede particolarmente sottile o un tallone stretto potrebbe valutare anche una riduzione ulteriore, sempre previa prova accurata.


Consigliato per
Le Tenaya Aruma sono scarpette pensate per chi cerca il massimo in termini di sensibilità, adattabilità e libertà di movimento. La loro natura estremamente morbida le rende particolarmente efficaci nell’arrampicata moderna, dove volumi, compressioni, agganci e movimenti dinamici richiedono una scarpa capace di deformarsi e seguire ogni variazione della superficie.
La palestra e le competizioni rappresentano probabilmente il loro terreno ideale. Qui le Aruma si sono dimostrate intuitive e facili da utilizzare fin dal primo giorno, offrendo ottime prestazioni sia agli arrampicatori evoluti sia a chi si sta avvicinando alle moderne strutture indoor.
In ambiente il discorso cambia. La grande sensibilità e la costruzione molto morbida richiedono una tecnica di piedi solida per essere sfruttate appieno, soprattutto su placche verticali, piccoli appoggi e situazioni dove precisione e supporto diventano prioritari. Al contrario, su strapiombi, boulder e arrampicata atletica le Aruma esprimono gran parte del loro potenziale.
Le consiglierei quindi a chi cerca una scarpetta dedicata all’indoor e al boulder moderno, mentre per un utilizzo prevalente in falesia le vedo particolarmente adatte ad arrampicatori già esperti, in grado di sfruttarne al meglio sensibilità e capacità di adattamento.












2 risposte
Ho acquistato le Tenaya Aruma in quanto fan del marchio, che è riuscito a ritagliare un’ampia fetta del mercato producendo scarpette non solo vegan friendly, ma anche di elevato confort
Così come sottolineato in recensione ho optato per un downsize di 2,5 taglie, partendo da una taglia 42 ed arrivando al 39,5.
Rispetto a quanto descritto però mi trovo in disaccordo con la qualità della scarpetta, che ho trovato eccellente, superiore rispetto anche ad altri marchi e strutturalmente molto robusta.
Anche circa il sistema di chiusura mi trovo in disaccordo percependolo molto immediato e comodo oltre ad essere chirurgico nella calibrazione dei volumi.
Ciao Stefano. Innanzi tutto grazie per la tua recensione, fa sempre piacere.
In realtà abbiamo detto quasi le stesse cose, comfort compreso! Una valutazione di 4 su 5 per la qualità costruttiva è molto buona e non certo insufficiente, anzi! La Aruma è costruita molto bene, e con materiali adeguati alla qualità, e completamente sintetici, e per me questa scelta è già ottima. Dal mio punto di vista esistono scarpette la cui qualità costruttiva è anche migliore, e per qualità costruttiva intendo anche cosa succede quando risuoli e “apri” una scarpa.
Per quel che riguarda il DRAXTOR concordo con te sulla sua capacità di regolazione millimetrica e sulla sua efficacia, e mi pare di averlo evidenziato! Il limite da me riscontrato, avendo ben premesso che la forma del mio piede potesse esserne un motivo, è l’usabilità in termini di comodità e velocità, ovvero l’efficienza di questo sistema. Sul mio piede non ha dato in tal senso i benefici che tu riscontri, e l’ho sottolineato, con la premessa che potesse dipendere dalla forma del piede. Con la Tenaya Mastia, a velcro classico, non ho mai avuto problemi di sorta, come del resto con qualsiasi altra scarpetta a velcro classico. Con questa Aruma, qualche difficoltà in più in calzata e rimozione l’ho avuto. In genere, quando provo le scarpette, sottopongo, se trovo qualcosa che non mi torna, a qualche mio socio una breve prova di utilizzo; nel caso della Aruma, 2 persone su 2 a cui ho fatto indossare e togliere l’Aruma, hanno mostrato qualche dubbio sulla rapidità del suo utilizzo, rispetto alle loro scarpe d’uso (Drago di La Scarpa, e Hiangle Pro di Five Ten). Poi senza dubbio l’abitudine fa il resto, e se si è abituati con un sistema, gli altri sembrano sempre “strani”. Ma da un sistema “velcro” la cui inequivocabile caratteristica è quella di essere efficiente, ovvero rapido (basta guardare cosa hanno ai piedi gli atleti e le atlete di coppa del mondo), mi sarei aspettato, per il mio piede, qualcosa di più! Ma, a prescindere, sono molto contento che sul tuo piede l’Aruma sia come un guanto in tutti i sensi, questa è la cosa che conta.
Buone arrampicate!