Quel confine sempre più sottile tra trail running e fast hiking

Intervista a Tobias Gramajo di La Sportiva

Per l’estate 2026 sicuramente il fast hiking sarà una tendenza chiave per chi vuol fare escursionismo in modo più leggero, ispirandosi a quanto avviene nel mondo del trail running.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Tobias Gramajo, Product Manager Footwear mountain running / hiking di La Sportiva che ci ha raccontato come sono cambiati approccio, pubblico e prodotti prendendo come esempio un’icona come la Ultra Raptor, che nel 2026 uscirà completamente rivista.

Oggi l’escursionismo sembra sempre più influenzato dal trail running. È voglia di velocità o di leggerezza?

Oggi parliamo di leggerezza non solo in termini fisici, ma anche mentali. Chi si avvicina al mondo dell’escursionismo cerca un modo per evadere, per ritrovare sé stesso. Il fast hiking non è solo velocità: è benessere, è libertà. Questa contaminazione con il running è anche commerciale – perché i prodotti si somigliano, le categorie si sovrappongono – ma dietro c’è un’esigenza autentica.

Quando entri in un negozio, spesso ti trovi davanti a pareti piene di scarpe con etichette che parlano solo agli esperti. Ma chi è all’inizio ha bisogno di essere guidato. È difficile capire se una scarpa nasce per correre o per camminare veloce. La verità è che molti prodotti oggi fanno entrambe le cose.

Possiamo dire allora che il fast hiking di oggi è un po’ il trail running di cinque o dieci anni fa?

Sì, è una lettura corretta.

Il trail running pre-2010 era molto più di nicchia. Le gare erano poche, i partecipanti anche, e spesso si correva con scarpe inadatte. Oggi è cambiato tutto, soprattutto dal punto di vista del pubblico. Il prodotto sì, si è evoluto, ma l’accelerazione vera è arrivata con la domanda: sempre più persone vogliono un’attività ibrida, che mescoli corsa e cammino, natura e città.

Il fast hiking, però, è spesso frainteso. Non è solo “andare forte”, giusto?

Esatto. Il fast hiking è figlio del nostro tempo. È il modo con cui molte persone attive – impegnate con lavoro, famiglia, vita sociale – riescono a ritagliarsi un’ora, mezza giornata, per staccare la spina. È uno “scappare in montagna” semplice, diretto, senza troppe attrezzature. E proprio per questo, serve una scarpa che sia versatile, affidabile e leggera.

La Ultra Raptor 3 nasce in questo contesto: con un forte legame con il mountain running, ma perfettamente adatta anche all’escursionismo veloce. Nulla vieta di correrci, così come nulla obbliga a farlo.

È stata una scelta semplice quella di rinnovare una scarpa storica come la Ultra Raptor?

Tutt’altro. Abbiamo affrontato questo progetto con grande rispetto e un po’ di timore. La Ultra Raptor è una scarpa iconica: ha trainato per anni il nostro catalogo, sia in termini di immagine che di vendite. Non volevamo tradire le aspettative, ma sapevamo che era il momento di aggiornarla.

Ci abbiamo lavorato a lungo, rimandando più volte il lancio per essere certi di mantenere le caratteristiche chiave: affidabilità, comfort, versatilità. La Raptor 3 è una scarpa che vuole parlare a tutti. Ha un’identità forte, ma si adatta a utilizzi diversi, da chi cammina in ambiente misto a chi ci corre in montagna o la usa come scarpa da approccio tecnico.

Parlando di materiali: minimalismo e leggerezza vanno d’accordo con la sicurezza?

I produttori hanno una grandissima responsabilità in questo.

Oggi la tecnologia ci permette di fare scarpe sempre più leggere e performanti, senza rinunciare alla protezione. È cambiata molto anche la percezione del comfort: oggi le persone chiedono materiali morbidi, reattivi, ammortizzanti. Ma questo a volte ha un prezzo sulla durabilità.

I prodotti di qualche anno fa duravano di più, certo, ma erano anche più rigidi e spesso meno confortevoli. Ora il focus è sul bilanciamento: protezione, comfort e performance devono coesistere. Con la Raptor 3 abbiamo cercato proprio questo equilibrio.

Ringraziamo Tobias e chiudiamo con una nostra riflessione: a volte l’evoluzione di un prodotto racchiude l’anima stessa di un settore. In questo caso l’Ultra Raptor, che ha contribuito decisamente nel creare il segmento dell’escursionismo leggero, ne segue l’evoluzione, proponendo una calzatura che ricerca il difficile equilibrio tra leggerezza, comfort, protezione e sicurezza. Sarà una sfida importante, per tutti i produttori che si rivolgono ad un mercato in forte crescita ma che deve ancora trovare la sua piena maturità.

Intervista a cura di Andrea

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