Partiamo dal presupposto che alcune tipologie di alpinismo prediligono determinate tipologie di piccozza. Come abbiamo avuto modo di approfondire nell’articolo su come scegliere la piccozza ogni attrezzo ha i suoi punti di forza e di debolezza e anche la Sum’tech e la Quark di Petzl che hai citato non ne sono esenti. Personalmente le posseggo entrambe (a coppie) e, per la tipologia di attività che indichi tu, la risposta non è un banale “si o no”.
La Quark è sicuramente più tecnica, votata anche ai passaggi di misto, meglio bilanciata e con una buona battuta anche sulle pendenze maggiori, grazie alla curvatura del manico e ai punti di appoggio regolabili che presenta (Trigrest). Per intenderci può essere usata anche su tratti verticali e cascate con gradi contenuti (3° e 4° Ice).
Invece la Sum’tech nasce come attrezzo polivalente, meno tecnico ma più versatile nell’escursionismo evoluto / alpinismo tecnico “di base” (60 gradi, come giustamente riporti tu). E’ una “via di mezzo”, ossia una picca tecnica con una buona lama per penetrare bene il ghiaccio (la medesima della Quark), ma con una massa battente inferiore. Ha dalla sua come punto di vantaggio un’ottima resa nella progressione sull’inclinato con pendenze “contenute”, specie se si tratta di lunghi avvicinamenti su ghiacciaio, data la lunghezza maggiore del manico.
Il mio “maestro di alpinismo” una volta mi disse che “la differenza la fa il manico”, inteso come l’alpinista. Quindi come seconda piccozza ti consiglio di affiancare alla Sum’tech una Quark ma di valutare bene le uscite. Se ci sono passaggi di misto o verticali e sei alle prime esperienze non è per nulla facile o banale affrontare questi tratti (anche corti) facendo affidamento su una sola picca e usando l’altra come “bilanciamento”. La soluzione ideale sarebbe acquistare due Quark, decisamente più versatili di due Sum’Tech, volendo fare tutto più che discretamente. Magari questa potrebbe essere una riflessione pro futuro per regalarti la compagna con paletta della Quark!



