I rumors parlano del 2025 come l’anno di rilancio delle compatte, quindi ci saranno da aspettarsi delle novità.
Sicuramente le compatte in montagna sono una buona scelta perché uniscono leggerezza, dimensioni ridotte, versatilità e rapidità. Rispetto a una fotocamera reflex o mirrorles, con sensori dal FF al m4/3 e obiettivi intercambiabili, perdono qualcosa in qualità. Ma non sempre questa è una priorità e i software con la AI sono ora in grado di risolvere i problemi legati al rumore e non solo.
La tipologia di zoom per fotografare dipende molto dal tipo di foto che ricerchi. Se ti concentri sulla foto di paesaggio è sicuramente importante avere un buon grandangolo, anche luminoso. Per gli animali, al contrario, diventa fondamentale avere uno zoom “lungo”, anche intorno e superiore ai 400 mm eq.
Diciamo che se cerchi una focale lunga per la fotografia di avifauna le compatte sono più limitate. Meglio orientarsi su una bridge, che ha però ingombri e pesi più vicini alla reflex.
In ogni caso, dove possibile, io consiglio sempre modelli con mirino, in quanto permettono di non dover lottare con i riflessi del sole forte d’alta quota sul display.
Come compatte classiche potrei citare:
- Canon G7 X mkIII (1″, 20mp, Senza mirino, f/1.8-2.8, 24-100mm eq)
- Sony RX100 VI/VII (1″, 20mp, f/2.8-4.5, 24-200 mm eq)
- Panasonic Lumix TZ200D/ZS200D (1″, 20mp, f/3.3-6.4, 24-360mm eq).
Come bridge invece posso citare:
- Panasonic FZ1000 II (1″, 20.1mp, f/2.8-4.0, 24-400mm eq)
- Panasonic FZ2000/FZ2500 (1″, 20mp, f/2.8-4.5, 24-480mm eq)
- Canon Powershot SX70 HS (1/2.3″, 20.3mp, f/3.4-6.5, 21-1365mm eq)
- Nikon Coolpix P950 (1/2.3″, 16mp, f/2.8-6.5, 24-2000mm eq)
- Nikon Coolpix P1100 (1/2.3″, 16mp, f/2.8-8, 24-3000mm eq).
Tutte le macchine fotografiche che ho elencato fotografano sia in formato JPEG sia in formato RAW.



